Il mondo di Vinicio Capossela nelle sue ballate medievali

Il mondo di Vinicio Capossela nelle sue ballate medievali

Assistere ad un concerto di Vinicio Capossela è come essere trasportati in un’altra dimensione ipnotica, dove tutto può accadere. Si tratta del mondo di  di un artista ipnotico che con il suo carisma avvolgente è in grado di focalizzare l’attenzione del suo pubblico e non perderla mai, suscitando emozioni e reazioni. E soprattutto trasportando tutti nei suoi viaggi, nelle sue storie, come un cantore di corte di tempi lontani.

Questo sapore nostalgico è solo uno dei tanti ingredienti del fascino di Vinicio: dalla voce ipnotica che alterna momenti di euforia a momenti di tristezza, alla gestualità spiccata con cui esplora la profondità dei sentimenti umano. E poi i tanti travestimenti, ciascuno pensato ad hoc per ogni canzone, per trovare la voce migliore per raccontare ogni sua ballata di uomini e bestie. E costruire ponti verso il passato, verso i primi passi della sua storia e quelle prime canzoni che l’hanno portato, un album dopo l’altro, alla tappa del Teatro degli Arcimboldi a Milano.

Mentre la scena italiana è focalizzata sull’indie e sulla trap, Vinicio Capossela è una voce fuori dal coro, che usa un linguaggio anticonvenzionale per raccontare quello che accade nel mondo di oggi. Con una ricerca sperimentale unica nel suo genere, fondendo strumenti medioevali a suoni elettrificati. Una scrittura personalissima e una voce che è un marchio di fabbrica, che da sola racconta tutto.

Questo concerto è stato un viaggio di due ore e mezza accompagnato dal clamore del pubblico in estasi. Comprensibile stupirsi ascoltando uno degli migliori cantautori in circolazione in grado di creare un mondo personalissimo di suoni, suggestioni e parole. Vinicio Capossela ci ricorda quello che ogni è artista è chiamato a fare, realizzandolo con maestria.

Una breve parentesi nostalgica prima di tornare alle nostre attività sui social da mondo moderno.

* Per rimanere in contatto: InstagramFacebook*

Share