Quando un libro di storia è il miglior manuale di economia

Quando un libro di storia è il miglior manuale di economia

Sapiens. Da animali a dei. Breve storia dell’umanità di Yuval Noah Harari è uno di quei libri che non puoi non leggere se vuoi capire di più il mondo di oggi. Perché è nel passato che trovi le risposte e le spiegazioni del presente. E, forse, anche del futuro. Mi sento di consigliare questo libro di storia, in particolare, sia perché in grado di raccontare l’evoluzione dell’uomo con una splendida semplicità ma anche per come risveglia le coscienze umane verso il rispetto dei nostri simili e degli altri esseri viventi che abitano questo pianeta.

Circa 70.000 anni fa sulla Terra gli Homo Sapiens giocavano, formavano strette amicizie, competevano tra loro per status e potere. La stessa identica cosa avveniva anche tra scimpanzé, babbuini ed elefanti. Ma nessuno poteva immaginare che i discendenti della prima specie sarebbero arrivati dall’addomesticare il fuoco fino a dominare le altre specie, camminare sulla Luna, scindere l’atomo e individuare il codice genetico. Proprio da questa evoluzione deve derivare la coscienza e lo spirito critico di rispetto.

Importanza del linguaggio e dei miti comuni

Secondo Harari Homo Sapiens conquistò il mondo soprattutto grazie al linguaggio. Sviluppatosi come mezzo per condividere le informazioni sul mondo. Sui bisonti e leoni ma anche informazioni sugli altri uomini, costruendo simpatie e coalizioni. Homo Sapiens è innanzitutto un animale sociale e ha capito come usare il linguaggio per ottenere potere.

Oggi come allora. Col linguaggio nasce anche la finzione, quali leggende e miti. Non solo “Attento che lì c’è un Leone” ma anche “Il leone è lo spirito guardiano della nostra tribù”. Ecco, questa è un’arma di un valore inestimabile. La finzione ha unito e consentito di immaginare le cose collettivamente. E sentirle. Nel bene e nel male. Grandi numeri di estranei riescono a cooperare con successo se credono in miti comuni. Insomma, il tifare per una squadra di calcio è un istinto ancestrale.

Non può esistere un commercio senza fiducia

Nel raccontare l’evoluzione dell’uomo nei millenni, la parte del libro secondo me più affascinante è quella che fa risalire la teoria del capitalismo al 1500. Con ragionamenti più attuali che mai.

Il credito ci consente di costruire il presente a spese del futuro. Si fonda sul presupposto che le nostre risorse future saranno sicuramente molto più abbondanti delle risorse attuali. Ma in passato si tendeva a non estendere un forte credito perché non si aveva fiducia che il futuro potesse essere migliore del presente. Ma i tempi cambiano.

Chiunque crede nel progresso crede anche che le scoperte geografiche, le invenzioni tecnologiche e lo sviluppo possano incrementare l’ammontare totale della produzione, del commercio e della ricchezza. Smith insegnò alla gente a pensare all’economia come a una situazione win-win in cui vincono tutti i partecipanti: i miei profitti sono anche i tuoi profitti. Con il capitalismo i profitti devono essere reinvestiti nella produzione.

Un esempio di tutto questo nasce proprio da Cristoforo Colombo. Come uno startupper di oggi, Cristoforo Colombo cercava investitori per la sua idea. Provò col re di Portogallo, Francia, Italia, Inghilterra fino a trovare i perfetti business angels: Ferdinando e Isabella di Spagna. L’affare si rivelò di successo e fece acquisire maggior fiducia nei suoi stessi successori. Così principi e banchieri erano più ben disposti a concedere credito per le nuove scoperte; le scoperte portavano alla fondazione di colonie; le colonie fornivano i profitti; i profitti generavano fiducia; la fiducia si traduceva nella concessione di maggior credito.

In conclusione: un piccolo investimento piazzato sulla nave giusta poteva trasformarti in un milionario. Principio valido per le startup di ieri come per quelle di oggi.

Published by Stefania Barbato

Deeply interested in creativity, communication and electro pop rock sounds.